Rione 

      Porta del Borgo 

 

 

Il rione trae il suo nome dall' omonima porta. Questa rappresenta l'accesso principale della città, introducendo chi l'attraversa direttamente nella piazza. Esso, completamente esposto a nord, costituisce la zona più antica e suggestiva di Montone. Due ampie scalinate conducono alla chiesa di S.Francesco e al convento che custodisce nel suo interno i tesori d'arte più preziosi della città. La torre civica e la chiesa di S. Francesco, con le loro austere figure, si ergono fiere sui vicoli sottostanti. Antica sede delle guarnigioni armate, in sintonia con l'Umbria intera, esso manifesta i due volti antitetici del medioevo umbro, l'area permeata di profonde spiritualità  e di spietate lotte per la sopravvivenza: terra di santi e di soldati i cui privilegi e talora... difetti sono stati geneticamente ereditati da coloro che respirano quest' aria. Le possenti mura che lo circondano rappresentano l'orgoglio e lo spirito indomito degli abitanti del rione. Nonostante tutti i suoi pregi, il Borgo è il rione meno popolato di Montone: l'età media dei suoi abitanti è molto elevata tuttavia, coloro che, per i motivi più disparati, sono stati costretti ad abbandonarlo, l' hanno sempre nel cuore e appena possono partecipano con fervore ai preparativi. Il sentimento di appartenenza è talmente forte che un gruppo, seppur esiguo di giovani, riesce a coinvolgere centinaia e centinaia di persone grazie alle sue idee innovative e talvolta audaci. Il rione di Porta del Borgo è organizzato in diversi gruppi, coordinati da un Capitano, all' insegna della democrazia più elevata (quando non rasenta l'anarchia...), che possiamo considerare l'espressione più alta della creatività dei suoi componenti. Anima del rione sono le donne: casalinghe, studentesse, lavoratrici che sacrificano il proprio tempo libero dedicandosi alacremente alla sartoria, alla taverna nonché allo studio e alla realizzazione degli spettacoli che costituiscono il fulcro della rievocazione storica. I gruppi si occupano rispettivamente della gestione della taverna, della sartoria e della cura degli spettacoli.

 

 

"Non basta il sangue" A.D.2006

 

 

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