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Edificato nella parte più alta di un colle che domina la confluenza dei
fiumi Tevere e Carpina, Montone è un piccolo borgo medioevale
perfettamente conservato ed immutato nei secoli. Possenti mura
circondano l'abitato e conferiscono allo stesso un aspetto austero,
illeggiadrito tuttavia dallo svettar delle sue torri campanarie. Le vie strette e tortuose si snodano e si alternano alle ampie scalinate
che percorrono il centro storico. La sua origine risale al X secolo e
già nel 1121 il borgo fortificato, seppur sotto il diretto controllo di
Perugia , aveva la possibilità di darsi degli statuti e di amministrare
la cosa pubblica attraverso i propri maggiorenti. Le vicende di Montone
seguirono l'alterna sorte della famiglia Fortebracci e nel XV secolo la
città raggiunse il suo massimo lustro, grazie alla figura di
Braccio da Montone,
grande capitano di ventura, famoso per la sua spregiudicatezza politica
che mirava alla costituzione di uno stato unico nell' Italia centrale e
per la sua abilità di stratega. Seguì le sue gesta il figlio Carlo
Fortebracci che combatté al servizio della Serenissima Repubblica di
Venezia. Nel 1473, ricacciati i mori dai confini veneti, ebbe come
compenso una preziosissima reliquia: una Spina della corona del Cristo.
Tornato a Montone, la donò al popolo arietano e fu esposta alla
devozione dei fedeli nella chiesa dei Minori Conventuali. Soltanto
due sono le ostensioni della reliquia durante l'anno: il lunedì dell'
Angelo e la penultima domenica di agosto, dove Montone rivive gli
antichi fasti della Contea dei Fortebracci rievocando la "Donazione
della Santa Spina"...
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La "Donazione della Santa Spina" ha
ottenuto il patrocinio della
“Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO”

“United Nations Educational Scientific Cultural
Organization”
“Commissione Nazionale Italiana” |