Rione 

      Porta del Monte

 

 

Venendo a Montone durante la festa della Santa Spina ed entrando da sud-est si può riconoscere il rione Porta del Monte dal giallo e il verde delle bandiere che adornano i vicoli di questa parte dell'antico Castello. Il Rione Porta del Monte, nella sua dimensione più antica, s' identifica con quella che era la parte del castello in cui risiedevano i notabili del luogo. In essa. infatti, si trovano ancora le dimore di residenza delle famiglie più nobili del tempo, che con alterne vicende si sono contese, favorite di volta in volta da alleanze diverse la signoria sul paese. Non distanti tra loro si trovano ancora, lungo l'attuale via Roma, sia la dimora dei Fortebracci, inizialmente favorevoli al Papa, che quella della famiglia degli Olivi che al contrario appoggiava l'imperatore. Le famiglie, a capo quindi delle fazioni contrapposte, guelfa e ghibellina, risiedevano non distanti tra di loro; da testimonianze scritte del 1280 le loro dimore erano poste l’una di fronte all’altra, separate solo dalla chiesa di Santa Maria poi Collegiata. Senz’altro è stata questa vicinanza che, al pari di quanto accade oggigiorno tra vicini di casa, acuì la loro rivalità e alimentò poi la loro ostilità nella bramosia di sopraffarsi a vicenda per avere in mano il governo di Montone. La lotta tra le due famiglie da luogo ad una delle pagine più sanguinose che hanno macchiato la storia di Montone.Senza dilungarsi eccessivamente sugli antecedenti storici, narriamo soltanto, a segno della forte rivalità, che una notte dell’anno 1280, Faziolo degli Olivi, in compagnia di altri 17 uomini, entrò a Montone e trucidò alcuni membri della famiglia dei Fortebracci, fra i quali Fortebraccio, la moglie Platina, Rosso, suo figlio e suo nipote. Nell’uscire di casa, compiuta la strage, uccise altri sostenitori dei Fortebracci venuti in loro soccorso. Faziolo era convinto che con il suo gesto avesse sterminato l’intera stirpe, invece scamparono all’eccidio i tre altri figli di Rosso: Oddone, Braccio e Griffolo, i quali, aiutati anche dai perugini riuscirono a scappare e rifugiarsi segretamente a Perugia. Qualche tempo dopo Faziolo fu giustiziato nella Piazza di Perugia con il taglio della testa, dopo aver confessato la congiura. Ma quelle stesse vie del Rione porta del Monte non sono state solo testimonianza di odio tra le due famiglie ma anche di tribolati quanto intensi amori. Col passare degli anni infatti, l’odio tra le due famiglie andò mitigandosi fino alla pacificazione completa. Sebbene non esistano fonti storiche che lo attestino, ai rionali piace pensare che ciò fu dovuto anche alle nozze che si celebrarono tra Lucia, figlia di Oddone, uno degli scampati all’eccidio del 1280, e Vanni, nipote di Faziolo. Proprio come una nostrana trama di sheakspeariana memoria. Gli attuali abitanti del rione Porta del Monte amano pensare che le vie che addobbano delle loro bandiere siano ancora animate dagli spiriti di quei nobili che, nel tempo che fu, hanno pianto e amato Montone prima di loro. O almeno che vi sia ancora traccia del loro ardimento, in qualche parte più o meno remota del proprio animo.

 

"Il grande gioco" A.D. 2006

 

 

 

 

 Home page